Autunno inesistente: fase asciutta ad oltranza con segni di cambiamento dopo l’8 novembre

Nulla di nuovo sotto il sole. Prosegue questa fase atmosferica piuttosto anonima con prevalenza di tempo stabile e soleggiato. Anche in questa settimana che si sta per aprire non si intravedono segnali significativi di cambiamento. Persiste il trend straordinariamente secco su tutta la regione. Le piovose perturbazioni atlantiche fanno fatica ad entrare nel Mediteranno anche per la presenza di un muro anticiclonico ben strutturato su Europea centro-orientale che anzi tenderà persino a rafforzarsi dopo la metà della settimana (si veda la figura 1).

Figura 1, modello UKMO a 120 ore

 I giorni di pioggia dall’inizio dell’autunno si possono contare sulle dita di una mano e le riserve idriche continuano ad accusare deficit pesantissimi. La Diga del Camastra conta poco più di due milioni e 700 mila metri cubi (minimo storico). L’invaso sta praticamente morendo e la cosa sembra non interessare a nessuno. Disastrosa la situazione di Monte Cutugno con l’invaso del Senisese che rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso presenta un conto in rosso con ben 33 milioni di metri cubi in meno!

E le piogge? Purtroppo non se ne intravedono e anche le infiltrazioni più fresche dai Balcani sulle quali confidavamo nella scorsa settimana si mostrano asciutte e improduttive. In definitiva un mezzo disastro! Ma di questi tempi così difficili a livello epidemiologico sopportiamo di buona lena queste anomalie atmosferiche che, perlomeno, possono essere accolte positivamente da chi deve svolgere attività agricole o lavori all’aperto. L’evoluzione della Media Ens di GFs sul Nord Potentino clicca qui non lascerebbe nessuna speranza per tutta la prima decade di novembre che dovrebbe trascorrere all’insegna di una siccità costante e perdurante.

Ecco il modello europeo ECMWF per sabato 7 novembre con hp ingombrante e blocco alle umide e piovose corenti oceaniche (figura 2).

Figura 2, ECMWF per sabato 7 novembre

Cosa cambierà nei giorni a seguire? Forse un calo termico dopo l’8 novembre per infiltrazioni fresche più decise dall’Est Europa ed un ridimensionamento dei geo-potenziali proprio al Sud Italia e quindi anche sulla nostra regione per effetto di un possibile scivolamento di una goccia fredda sotto la pancia dell’Hp. Il modello europeo crede in questa dinamica che, oltre a favorire un certo ricambio d’aria, porterebbe anche un po’ di instabilità (figura 3).

Figura 3, 8-9 novembre accenni di cambiamento

Staremo a vedere. Alla prossima settimana!