Mi sono accorto solo adesso che Francesco aveva già creato un post sul nevaio (non è ghiacciaio) sito appena a sud della vetta a 2200 m di quota. Quindi riporto tutto qui.
Con grande gioia oggi ho ritrovato le foto del nevaio del Pollino che credevo perse!
Risalgono al 04.08.1986, forse il primo ad averlo imortalato?
http://www.facebook.com/album.php?aid=2 ... 1957410484
Due mesi fa, nella sede della Società Meteorologica Italiana (
http://www.nimbus.it/Default.asp) a Bussoleno (TO), in occasione dell'incontro mensile dei soci (ogni secondo martedì del mese), ho fatto visionare le foto della mia escursione sul M. Pollino del 07.07.09 visibili in
http://www.facebook.com/group.php?gid=1 ... 1274284386
Ho fatto conoscere un po' degli scorci paesaggistici del massiccio (qui in Piemonte poco conosciuto) descrivendone climatologia e geografia. Ho parlato del Pino Loricato (sconosciuto ai più) e del misterioso nevaio di vetta
http://www.facebook.com/group.php?gid=1 ... 1274284386
confrontandolo, nelle sue dimensioni e scenario, con le foto di F. Palermo (del gruppo “pollino forever” fatte il 22.08.09
http://www.facebook.com/album.php?aid=2 ... 1274284386
Altre immagini del nevaio del Pollino sono tratte da un mio vecchio filmato del trekking del 09.07.91
http://www.facebook.com/album.php?aid=2 ... 4225867219
Col presidente Luca Mercalli ed i collaboratori alla redazione Daniele Cat Berro ed il previsore Claudio Castellano, abbiamo dedotto che lo stesso possa essere generato da una predominante del vento da nord che, risalendo l’ampio crinale spoglio, genera, per turbolenza a “ricciolo d’onda”, un cospicuo accumulo nivale sottovento.
Tale processo favorisce anche una sostenuta compattazione del manto nivale accumulato, per cui la fusione dello stesso, in ambiente quasi asfittico, viene di molto rallentata.
La cosa che stupisce, però, è come in Piemonte io non abbia mai visto analoghe situazioni e che l’unica possibilità di creazione e mantenimento a lungo di nevai, al di sotto della quota limite nivale di zona, è l’accumulo da valanga o slavina, in genere nei canaloni o al di sotto degli stessi.
Come si evince dalle foto, il nevaio si è ridotto ai minimi termini il 22.08.09 e, della sua scomparsa, ci dà notizia Massimo Gallo (del gruppo “pollino forever”) asserendo: -il 22 agosto 2009 era ancora presente, ma il 30 dello stesso mese era sparito, ho trovato solo la terra ancora umida...-
In effetti il forte riscaldamento della seconda parte dell'estate è stato eccessivo. Mentre la prima parte di luglio le temperature erano leggermente al di sotto della medie climatiche (= molto al di sotto degli ultimi periodi cui ci siamo abituati a vivere), da fine luglio vi è stata una forte inversione di rotta assolutamente non prevista da tutti i modelli di previsione (tendenza) meteo stagionale.
La triste scomparsa del nevaio ne è stata la conseguenza.
Per chi non è iscritto a Facebook (consiglio di farlo) provo a comprimere le foto e allegarle nei post, dato che il collegamento pubblico di Fb funziona solo per una foto.
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