Le piogge latitano e il trend secco comincia a far paura. Piccola svolta dal prossimo weekend

Prosegue ad oltranza la fase secca sulla nostra regione, che in alcune aree appenniniche del potentino, soprattutto occidentale e nord-occidentale, sta diventando perdurante. Con l’eccezione della prima decade di agosto quando rovesci e temporali hanno fatto visita a molte zone, materano compreso, da una ventina di giorni è smesso di piovere (tranne fenomeni molto localizzati) e la situazione non sembra destinata a sbloccarsi almeno nel breve e medio termine. Le riserve idriche cominciano a risentire di un deficit pluviometrico che, con l’eccezione di alcuni brevi periodi, dura dall’inizio del 2020 anche per colpa delle scarse nevicate invernali che abbiamo riscontrato nell’inverno scorso. Basti pensare, solo per fare un esempio, all’invaso del Camastra che al momento (dati aggiornati al 5 settembre) contiene al suo interno poco più di 5 milioni di metri cubi d’acqua, una “pochezza assoluta” se rapportata ad un anno fa quando, nello stesso periodo, vi era il doppio del quantitativo. E stiamo parlando dell’estate del 2019, che come noto fu secca e particolarmente calda. La siccità incombe con le sue dolorose conseguenze e le piogge autunnali, come avevamo già scritto la scorsa settimana, sembrano lontane. Ma forse qualche segnale di svolta per il prosieguo del mese sembra esserci.

Tornando all’evoluzione del tempo prevista, fino a mercoledì 9 settembre non succederà nulla di particolare. Resteremo in un contesto estivo con un po’ di nubi all’interno. Da giovedì 10, ma soprattutto da venerdì 11, potrebbe tornare ad affacciarsi un po’ di incertezza atmosferica con aria più fresca ed instabile che da ovest-sudovest dovrebbe abbordare i nostri territori. A tal proposito si veda la mappa del modello europeo Ukmo a 120 ore (figura 1).

Figura 1, Ukmo a 500 hpa , venerdì 11.

Più che una previsione, è una speranza che troverebbe conforto nel focus italico delle precipitazioni per lo stesso giorno (11 settembre) del modello Gfs dall’affidabilità, però, ancora medio-bassa.

Figura 2, Gfs, instabilità prevista per venerdì 11

La media Ens di GFS lascia infatti poco spazio all’ottimismo in ordine alle precipitazioni per il nord potentino, con segnali timidamente incoraggianti solo dal 12-13 settembre a seguire, in un contesto atmosferico senza eccessi e quindi con esclusione di ondate di calore tardo-estive oppure brusche raffreddate autunnali.

Figura 3, media ENS di GFS per il nord potentino

Il modello europeo ECMWF a 144 ore (sabato 12) vede la goccia fredda in quota agire tra Canale di Sardegna e Stretto di Sicilia, quindi in una posizione piuttosto meridionale ma comunque in grado di inviare impulsi instabili con direttrice Sudovest-Nordest verso i nostri territori.

Figura 4, ECMWF a 850 hpa per sabato 12

Sarà proprio così? Da verificare con attenzione nei prossimi aggiornamenti in quanto l’area instabile sembrerebbe muoversi alle latitudini del basso Mediterraneo per un rinforzo dell’alta pressione su Europa centrale ed Italia centro-settentrionale. Si veda questa mappa di ECMWF per lunedì 14 (figura 5).

Figura 5, mappa del tempo per lunedì 14

La posizione dell’anticiclone potrebbe dal canto suo favorire dal suo bordo orientale l’afflusso di correnti secche ma più fresche dai Balcani. Il tutto unito alla lacuna barica presente sul basso Mediterraneo riuscirebbe a favorire (il condizionale è d’obbligo) una certa instabilità sulle nostre zone interne e non solo con il ritorno di rovesci e qualche temporale dal 13-14 settembre . Si veda la figura 6.

Figura 6, ECMWF a 850 hpa per lunedì 14

E’ soltanto un’ipotesi previsionale da verificare doverosamente nei giorni a venire.

Alla prossima settimana.