Piogge autunnali ancora lontane, dal 12-13 ottobre possibile svolta ma regna l’incertezza

Le vere piogge autunnali restano ancora lontane dai nostri territori. La settimana entrante si apre con una nuova prevalenza di correnti asciutte che diventeranno più fresche tra mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre quando assisteremo ad un temporaneo rinforzo dei venti settentrionali e ad un calo più generalizzato delle temperature, come lascia intravedere a 850 hpa il modello europeo Ukmo (vedi figura 1).

Figura 1. Ukmo. Moderato calo termico a metà settimana

Cosa succederà spingendoci sul finire della settimana? Probabile da venerdì 9 ottobre un più deciso rinforzo anticiclonico con una nuova insorgenza di correnti più calde meridionali (temperature in aumento tra venerdì 9 e sabato 10 ottobre) che farebbero da apripista ad un nuovo affondo perturbato che comincerà ad interessare l’Europa centrale e poi successivamente di nuovo il Nord Italia dove, le piogge violente degli ultimi giorni, hanno conquistato gli onori della cronaca (si veda la figura 2).

Figura 2, ECMWF, pressione in aumento per venerdì 9 ottobre

Modelli a questo punto discordi. Quello americano (GFS) lascia intuire la penetrazione dell’affondo perturbato nel cuore del Mediterraneo con possibile formazione di area ciclonica nel “Mare Nostrum” con apprezzabile calo termico su tutta Italia. (Si veda la figura 3).

Figura 3. GFS per lunedì 12 ottobre

Diversa invece l’analisi di ECMWF che, molto più cautamente, vede l’affondo dal Nord scivolare sulla penisola iberica e poi sull’Africa nord-occidentale determinando – almeno in una prima fase- una risposta molto più mite e stabilizzante al Sud e sulla Basilicata con piogge che tornerebbero ad essere una “chimera” proprio dove servirebbero di più (si veda la figura 4).

Figura 4, ECMWF a 192 ore

Quello che è certo è che le piogge autunnali sulla nostra regione continuano ad essere poco presenti e, a parte l’episodio di fine settembre, gli invasi lucani presentano forti deficit (si veda la figura 5, Fonte Autorità di Bacino).

Livelli Invasi lucani al 2 ottobre 2020.

La diga del “Camastra” è sotto i 4 milioni di metri cubi (mai vista personalmente in questo stato). La colpa è anche di un pessimo retaggio dei primi mesi invernali del 2020 e non solo del trend siccitoso di agosto e settembre. Fatto sta che  la situazione è negativa anche per “Monte Cotugno” e  “San Giuliano” che presentano forti deficit rispetto agli stessi valori dell’anno scorso (2019) che certamente non fu un anno poi cosi generoso in fatto di piogge. Solo il “Pertusillo” presenta un leggero incremento rispetto ai primi giorni di ottobre del 2019.

Alla prossima settimana.